Vendere all’estero prodotti italiani: come fare

Scritto da Sara Artuso in data 18 gen, 2017

Sai quanto vale la vendita di prodotti italiani all’estero tramite e-commerce? Più o meno 6 miliardi, cioè il 4% del fatturato totale dei beni di consumo venduti all’estero. Cosa significa? Che la maggior parte dei consumatori, anche all’estero, preferisce acquistare i prodotti italiani direttamente in negozio. Come puoi raggiungerli, allora, ed essere sicuro che conoscano il vero valore dei tuoi prodotti?

I principali canali per vendere all’estero prodotti italiani

Il 95% dell’export italiano passa attraverso un intermediario, che può essere un distributore, rivenditore o uno dei grandi attori del commercio elettronico come Amazon, eBay o Zalando (secondo i dati dell’Osservatorio per la  Digital Innovation del Politecnico di Milano).

Ciò significa che non è il produttore a determinare il successo del processo di vendita: il consumatore deve poter capire la qualità di un prodotto indipendentemente dal canale attraverso il quale entra in contatto con esso.

E proprio per questo è fondamentale che la tua azienda:

  • conosca il mercato a cui punta;
  • faccia conoscere il prodotto.

Studiare il mercato per proporre il prodotto giusto

Come puoi capire se il tuo prodotto è pronto per essere venduto all’estero o ha bisogno di qualche aggiustamento? Ti serve il partner locale giusto che sappia guidarti.

Cose che sembrano banalissime, come condizioni climatiche, taglie, colori e stili diversi da quelli italiani sono in realtà essenziali, se vuoi che il tuo prodotto abbia successo.

Ma c’è un altro aspetto che non puoi trascurare: Paese che vai, certificazioni che trovi. Se non rispetti queste, il tuo prodotto non lo vedranno nemmeno, i tuoi potenziali clienti.

Infine, devi saper comunicare con il pubblico straniero. Non soltanto presentando la tua azienda nella sua lingua madre, ma anche tenendo ben presenti le differenze culturali. Una battuta divertentissima per un italiano può risultare incomprensibile a un inglese, ad esempio.

Perché è necessario far conoscere i prodotti italiani all’estero

Ogni tanto, in qualche film straniero, all’ora di cena spunta del cibo in una confezione dall’aspetto molto italiano. Non appena la confezione viene aperta, però, l’italiano medio di solito reagisce con un “Ma che è ‘sta roba???”.

Appunto. L’italiano medio. Non l’americano, l’inglese o il russo. Loro, molto spesso, si fanno ingannare dal fenomeno chiamato Italian sounding: è la tecnica che vende un falso prodotto Made in Italy, presentandolo però in confezioni che richiamano l’Italia e con nomi che “suonano italiani”.

Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Italian sounding vale 54 miliardi di Euro all’anno.

Questo fenomeno sfrutta un problema che ogni azienda che vuole espandersi all’estero dovrebbe aver ben chiaro in mente: gli stranieri non conoscono bene il Made in Italy. Lo associano, certo, ad un’idea di qualità, ma non sanno di preciso cosa questa qualità significhi.

Per darti un’idea, qualche tempo fa la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ha rilevato che, dei 5.487 cibi tradizionali e prodotti con denominazioni di origine, solo 200 arrivano ai consumatori stranieri.

La domanda per prodotti Made in Italy c’è, quello che manca è promuoverli. (Clicca qui per twittare questa frase)

E quindi ti resta una sola cosa da fare: far conoscere il tuo prodotto, assicurandoti che la sua qualità sia lampante anche a potenziali clienti stranieri. Devi raccontare tutto ciò che lo rende unico, comunicando direttamente con il tuo pubblico, anche se è a migliaia di chilometri di distanza. Stai già approfittando di Internet per farlo?

Trovare nuovi clienti con internet

Qualche articolo per approfondire? Eccoli:

Argomenti: #madeinitaly, #internazionalizzazione