Storytelling per il Made in Italy tecnico-industriale e il B2B

Scritto da Andrea Tolu in data 26 ago, 2016

La parte più forte del Made in Italy, quella che gode di maggiore popolarità all’estero, sono le cosiddette quattro A: Alimentari (e vini), Abbigliamento (e moda), Arredo (e casa), Automazione (e meccanica, gomma, plastica).

Ciò che può renderlo ancora più forte è lo storytelling aziendale, un tipo di narrazione che ne metta in risalto la qualità, le radici e la cura dei dettagli, cioè tutte quelle cose che non sono replicabili da altre parti.

Finché si pensa alle prime tre A, tutto ciò sembra naturale, ma come fare per il settore tecnico-industriale o in generale per chi si rivolge ad un pubblico di aziende?

L’impresa sembra ardua, se non impossibile. 

L’idea di base è: tutto ciò che ha a che vedere con la bellezza o ha un legame forte con il territorio, suscita emozioni e si presta ad essere raccontato. Sui prodotti più tecnici invece, non c’è molto da dire.

Non esistono settori più noiosi di altri

Niente storytelling per il Made in Italy tecnico industriale quindi? Certo che no, anzi: dal punto di vista delle potenzialità narrative, scarpe artigianali e utensili per oreficeria pari sono.

Il concetto di “interessante” è relativo, e dipende da due cose.

Dipende dai bisogni.

Niente è interessante per tutti in tutte le situazioni. Un articolo su come scegliere un automatismo per cancello potrebbe essere la lettura più interessante della settimana, per un privato o un’azienda che sta cercando proprio quel prodotto.

E dal livello del contenuto.

Anche nel contesto giusto e di fronte ad un pubblico interessato, un contenuto potrà essere incredibilmente noioso. In quel caso però, non sarà colpa dell’argomento, ma del fatto che mancano alcune caratteristiche fondamentali. 

Storytelling per il B2B: le 2 cose più importanti

La passione ce l’avete, allora mostratela.

Certi siti aziendali sono tremendamente noiosi, ma non perché parlano di macchinari industriali invece che di scarpe fatte a mano. L’origine di tanta noia è in una regola non scritta per la quale a certi argomenti si addicono un linguaggio asciutto ed un tono distaccato.

Ma non c’è niente di più sbagliato.

Immaginate di avere di fronte una persona sinceramente interessata a conoscere tutto ciò che sapere sul vostro prodotto, ed è pronta ad ascoltarvi con occhi sgranati. Molto probabilmente mettereste presto da parte l’aziendalese per passare ad un tono informale, appassionato, e pieno di esempi concreti.

Ed è proprio questo il tono al quale dovete puntare.

Aiutare. Sinceramente. Totalmente. Sempre e comunque.

Il sito è un contenitore che, se riempito nel modo giusto, nel tempo può attirare proprio quelle persone che stanno cercando un’azienda come la vostra.

Ma con cosa va riempito? Per rispondere, facciamo due passi indietro.

La prima cosa da fare sarà capire bene a chi vi rivolgete, il vostro cliente ideale. Sicuramente lo conoscete già, ma avete mai messo nero su bianco il suo profilo? E siete sicuri che non ci siano degli aspetti che ancora non avete esplorato, che ancora non conoscete bene?

Meglio conoscete il vostro pubblico, più completo sarà il secondo passo: fare una lista dei suoi dubbi e problemi più comuni.

Infine, il punto di arrivo: mettere a disposizione dei clienti ideali la vostra conoscenza e offrire soluzioni a dubbi e problemi.

C’è però una cosa che va sempre ricordata: il sito aziendale non è il luogo per gli spot pubblicitari. Per quello potete stampare una brochure o mettere un annuncio su giornali, radio e TV. 

Piuttosto, deve diventare il luogo dove il vostro cliente ideale può trovare risposte a dubbi, risolvere un problema, soddisfare un bisogno. Se l’obiettivo diretto ed esplicito è vendere, allora il sito entrerà a far parte della nutrita schiera di quelli noiosi. 

Più altre quattro da tenere a mente

Siate specifici

Un problema non è mai generico, ma sempre specifico. Risolvere tutto con una frase del tipo “contattateci e sapremo consigliarvi al meglio” non produrrà nessun effetto.

Ma anche brevi

Allo stesso tempo, il sito aziendale non è il luogo adatto per presentare dei trattati completi sull’argomento. Non esiste una lunghezza ideale per i testi, ma ricordate che i visitatori di solito hanno poco tempo a disposizione.

Non usate solo la parola scritta

Finora abbiamo parlato di testi e contenuti dando per implicito l’uso della parola scritta, che sul web è la più immediata è semplice da usare. Col tempo però, aggiungete anche gli altri modi di comunicare, come immagini, grafici o video.

Non improvvisate

Lo storytelling può aiutare qualunque azienda in qualsiasi settore, ma richiede tempo, creatività, metodo e pianificazione. 

Per capirne di più, ecco una guida scaricabile 

Vendere con lo storytelling aziendale: scarica la guida 

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Argomenti: #madeinitaly, #storytelling