Industria 4.0 e Made in Italy: tra sfide e vantaggi

Scritto da Sara Artuso in data 7 set, 2016

Ultimamente, la parola d’ordine del mondo produttivo italiano è Industria 4.0: ne ha parlato il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, lo ha citato il presidente di Confindustria Boccia… Ma perché la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” è così interessante per il settore manifatturiero italiano? Perché può essere sia un'opportunità che un rischio? Ora ve lo spiegherò.

Che cos’è la quarta rivoluzione industriale

Con “quarta rivoluzione industriale” si intende quel processo che sta portando a integrare sistemi digitali e tecnologici nella produzione manifatturiera. Che sfrutta, cioè, anche l’Internet delle Cose (Internet of Things, IoT), quel sistema che lega gli oggetti al web e tra loro e li rende, quindi, più intelligenti.

Esistono, ad esempio, dei sensori pensati appositamente per controllare il microclima delle vigne: essendo collegati alla Rete, vi inviano informazioni sull'umidità, il calore, etc. Ma ci sono anche etichette intelligenti per verificare la disponibilità di un prodotto in magazzino, semplicemente grazie ad un apposito codice a barre.

Per quanto riguarda l’industria, le principali tecnologie sono:

  • stampa 3D;
  • taglio laser;
  • robotica;
  • macchine a controllo numerico, ossia quelle che riescono a svolgere un lavoro senza intervento umano;
  • i strumenti del marketing online: sito web, social network ed e-commerce.

Queste tecnologie offrono opportunità di crescita anche a piccole e medie imprese, perché non sono più accessibili soltanto alle grandi industrie. Per questo Vincenzo Boccia ha definito la quarta rivoluzione industriale “un driver di sviluppo del Paese”.

Perché, allora, le imprese italiane faticano ad accoglierle?

Cosa tiene lontano il settore manifatturiero dalle tecnologie digitali

Una delle ragioni è il timore di perdere il valore artigianale dei prodotti: macchine e tecnologie vengono generalmente associate a un’idea di standardizzazione. E quindi di perdita di clienti, perché chi cerca un prodotto Made in Italy, di solito, cerca qualcosa di unico.

In realtà, questo forse valeva per le macchine di qualche anno fa: oggi sono programmate per produrre pezzi unici. Oltre che per aiutare gli artigiani nel loro lavoro, accertandosi della disponibilità di materiali in magazzino, memorizzando disegni e progetti in digitale.

Un altro problema sono i costi, ma anche qui dobbiamo smentirvi. Certo, se siete una piccola azienda e puntate ad avere in laboratorio un robot, be', in questo caso i prezzi sono proibitivi. Ma, come accennavo sopra, anche le PMI, oggi, possono riuscire ad utilizzarle: alcune università mettono a disposizione le proprie macchine, come nel caso di questa azienda che ha prodotto delle scarpe in grafene. Ma ci sono anche i FabLab, come quello di Venezia, laboratori che mettono a disposizione di designer e imprese queste macchine.

I vantaggi dell’Industria 4.0 per le aziende del Made in Italy

Una ricerca condotta da Fondazione Nord Est ha dimostrato che le imprese italiane che hanno investito in tecnologie sono quelle che sono cresciute e hanno guadagnato di più. E il motivo del loro successo è la varietà e personalizzazione dei prodotti. I dati sono stati presentati ad un incontro sulle imprese digitali - al quale abbiamo partecipato, qualche tempo fa.

Vediamo un po’ più nel concreto, allora, quali sono le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali:

  1. produzione: le nuove tecnologie velocizzano la realizzazione del prodotto e permettono di soddisfare anche ordini complessi. Ve lo spiegherò con un episodio che ha coinvolto una delle aziende che si sono dotate di questi strumenti: durante l’incontro che vi ho citato sopra, il direttore operativo della Baldi Home Jewels ha raccontato di quando è stato loro chiesto di realizzare un orologio alto 7m. In stile barocco, quindi vi lascio immaginare la complessità. Be’, Leonardo Boni spiegava che il pezzo è stato “disegnato e realizzato in soli 6 mesi. Cosa che 7 anni fa mi sarebbe sembrata impossibile. Ma grazie a queste tecnologie oggi riusciamo a soddisfare qualsiasi richiesta del cliente”;
  2. gestione clienti: Internet vi permette di migliorarla, perché non ha solo cambiato il modo di fare acuisti, ma ha anche reso più facile informare il pubblico sulle novità e capire cosa interessa e cosa no. Pensate alla newsletter: molto più economica ed efficace dell’inviare un catalogo cartaceo, o no?;
  3. social network e sito aziendale: gli strumenti per ampliare il mercato e promuovere i propri prodotti all’estero. Internet vi permette di far conoscere la vostra azienda in tutto il mondo, e di restare in contatto con i clienti o potenziali in qualsiasi momento e luogo. Circa il 50% degli utenti, infatti, accedono a Internet da dispositivi mobili. Basta che diate un’occhiata ai numeri dell’ultimo Mobility Report di Ericsson: a usare uno smartphone sono 3,2 miliardi di persone, e le previsioni dicono che arriveranno a 6,3 nel 2021. Ci pensate? Significa essere in costante comunicazione con il vostro pubblico, ovunque esso sia;
  4. analisi di mercato: esistono anche strumenti digitali per analizzare il mercato, come i CRM, che vi permettono di raccogliere dati sui comportamenti dei clienti - tra le altre cose -, e software appositi per gestire gli ordini e verificare la disponibilità dei prodotti nel vostro magazzino. Questi mezzi permettono a un’azienda di ridurre i costi - sapendo di avere ancora 100 pezzi depositati in magazzino non dovrete produrne di nuovi, ad esempio -, e agli amministratori di avere più controllo sul reale andamento dell’attività;
  5. competitività: l’Italia è molto indietro nell’utilizzo delle tecnologie digitali a livello d’impresa, e questo fa arrancare i suoi prodotti sui mercati esteri. Adottandole, quindi, farete concorrenza alle aziende estere che già le usano. Non solo: farete anche parte dell’avanguardia italiana perché, nella nostra esperienza, dobbiamo ancora incontrare aziende del Made in Italy che se ne servano.

Tutto questo significa dunque maggiori opportunità per promuovere i vostri prodotti italiani all’estero. Non è affatto una minaccia per la qualità artigianale: è l’occasione per proiettarla in un futuro che è già arrivato.

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