Esempio di newsletter aziendale per il Made in Italy

Scritto da Sara Artuso in data 16 giu, 2016

Per darti un’idea chiara di che cos’è una newsletter, in questo articolo ti mostrerò il risultato finale: come appare, insomma, una pronta per essere spedita.

Esempio concreto di come si fa una newsletter aziendale

In un articolo di qualche tempo fa abbiamo visto come si fa una newsletter aziendale dal punto di vista teorico. Adesso daremo un’occhiata a quello pratico, attraverso alcuni esempi.

Le immagini che troverai qui sotto sono tutte prese da una delle newsletter che inviamo per la Tessitura Bevilacqua: puoi vedere l’e-mail completa a questo link. Viene spedita solamente in inglese, ma gli articoli sono tutti disponibili in italiano sul sito.

 

Esempio_newsletter_aziendale_Bevilacqua-431391-edited.jpg

Adesso che hai visto il risultato finale, scomponiamolo nei vari passi da compiere.
  1. Scrivere un oggetto chiaro e che invogli ad aprire l'email

L’oggetto della newsletter che stiamo analizzando era questo:

  • Da: Tessitura Luigi Bevilacqua
  • Oggetto: Working on handlooms, a Swedish velvet and the arrival of silk in Europe

Chi lo legge sa già che cosa sta per vedere. Il “lavoro sui telai manuali” è al primo posto perché si tratta del contenuto più interessante, e infatti questo articolo sarà anche in pole position nel corpo della mail.

 

  1. Curare la scelta dei contenuti

Abbiamo quindi analizzato un po’ di storia della seta, dando poi spazio a come viene lavorata alla Tessitura e all’ispirazione dietro uno dei velluti. Questo percorso - tradizione, sua interpretazione da parte dell’azienda e storia di un prodotto - è quello che seguiamo per tutte le newsletter, perché l’obiettivo è spiegare al pubblico l’unicità del Made in Italy. E, più nello specifico, perché questa unicità si riflette nel lavoro della Tessitura.

Per questo motivo, gli articoli che abbiamo scelto sono:

Bevilacqua-Contenuti_Newsletter.jpg

  1. Pensare il design in funzione di una facile lettura

Quando diciamo design intendiamo principalmente quattro elementi.

Il logo

Il logo deve:

  • essere posto in alto. Qui è al centro, ma può essere anche a lato;
  • non avere dimensioni troppo grandi;
  • contenere un link alla homepage del sito.

Newsletter_Bevilacqua-Logo.jpg

Se guardi in alto, troverai altri 2 elementi che non possono mancare: a sinistra il numero della newsletter; a destra il collegamento View this email in your browser. Se il server del destinatario blocca le immagini della tua newsletter, grazie a quest’ultima opzione il destinatario potrà comunque vederla in tutto il suo splendore dal web.

Le immagini

Le immagini dell’esempio mostrano i prodotti e gli strumenti dell’azienda, ma non come se fossero in un catalogo. Sono infatti collocati in un contesto che li collega all’articolo.

Il loro compito, infatti, è catturare lo sguardo e introdurre l’articolo. Perciò devono essere belle e di dimensioni non eccessive: questo ti assicurerà che l’email arrivi a destinazione e sia aperta, ma anche che i testi non scompaiano, nascosti dalle foto.

I testi

I testi della newsletter devono essere brevi, chiari e diretti. Il loro obiettivo è introdurre gli articoli e portare i destinatari al sito. Per questo motivo ogni testo termina con un invito ad approfondire i contenuti.

Vedi com’è l’introduzione al primo articolo?

Ha un titolo e un sottotitolo. La funzione del primo è definire il contenuto in modo accattivante, quella del secondo spiegare cosa il lettore troverà cliccando sul link. Quest’ultimo non si trova sempre sulla frase “Leggi tutto”, ma cerchiamo di diversificarlo, per invogliare ulteriormente alla lettura, ad esempio:

  • “scoprilo in questo articolo”, la versione usata nel primo contenuto della nostra newsletter;
  • “ecco tutta la storia”, usato nel secondo;
  • formula una domanda, come nel terzo articolo;
  • “qui trovi la risposta”;
  • etc.

 

Gli spazi bianchi

Testi e immagini perderebbero tutto il loro valore, senza gli spazi bianchi. Sono infatti fondamentali per rendere le newsletter più leggibili ed equilibrate, ma anche per mettere in evidenza gli elementi più importanti.

Guarda quanto spazio c’è tra il logo e il primo articolo, e tra questo e gli altri due, nel nostro esempio: è anche grazie ad esso che il contenuto numero 1 risulta il punto focale del messaggio.

 

  1. Aggiungere altri elementi secondari (ma importanti)

In fondo alla newsletter ci sono, infine, una serie di dettagli che non puoi assolutamente trascurare. 

Newsletter_Bevilacqua-Pulsanti_social.jpg

I pulsanti social, nell’esempio, sono collocati dopo gli articoli, e rimandano a tutti i profili social aziendali. In questo modo potrai invitare i tuoi contatti a seguirti anche qui.

Subito sotto si trovano altri due link importanti:

  • unsubscribe from this list: cliccando su questo, i contatti potranno disiscriversi molto facilmente dalla newsletter. Sembra un controsenso, lo so, ma ai server di posta questo link piace da morire: se non lo trovano, è molto probabile che marchino la tua newsletter come spam;
  • update subscription preferences: questo collegamento permette invece di aggiornare i propri dati legati alla newsletter. Ad esempio, l’indirizzo mail al quale la si vuole leggere, oppure la frequenza con cui riceverla. Inserirlo, quindi, significa non solo semplificare la vita dei vostri contatti, ma anche assicurarvi di non perdere quelli che tengono davvero a voi, perché potranno aggiornare da sé il proprio indirizzo mail.

Se dai un’occhiata in altro a destra, poi, potrai notare che c’è anche un pulsante “Share”: anche questo è un elemento da non sottovalutare, perché permetterà a chi ha ricevuto il messaggio di condividerlo sul suo profilo social o di inviare il link ad altre persone.

 

Newsletter_Bevilacqua-Condivisione.jpg

 

Cosa fare dopo averla inviata: misurare i risultati

Lascio giudicare a te se la newsletter di cui ti ho parlato funziona bene oppure no, fornendoti alcuni numeri:

  • la percentuale di apertura è del 33%. Si tratta di un’ottima percentuale perché la media del settore manifatturiero è del 22,54%, come indicano le statistiche di MailChimp, lo strumento che usiamo per inviare le newsletter. I dati sono costantemente aggiornati e riguardano decine di settori: dacci un’occhiata, potresti trovare anche il tuo;
  • il 7% di quelli che aprono la mail fa clic su uno dei suoi link. Altro numero molto positivo: la media del settore è del 2,46%;
  • solo nel 2016, le iscrizioni sono cresciute del 30%.

 

Bene! Ora che hai visto un esempio di newsletter aziendale e sai qual è il suo aspetto finale, non ti resta che creare la tua. Per questo abbiamo preparato un corso online - in 5 e-mail - per imparare come fare una newsletter perfetta.

Per iscriversi bastano un paio di click. Il primo qui sotto.

 

Come fare una newsletter aziendale

Vorresti approfondire l’argomento? Ecco alcuni articoli che fanno per te:

 

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