Esempi di storytelling aziendale efficaci per le PMI

Scritto da Sara Artuso in data 6 apr, 2017

Pensi che lo storytelling possano permetterselo solo grandi aziende con grandi budget? Lascia che ti dia un’ottima notizia: non è così, possono sfruttarlo anche le PMI. Comprese quelle che pensano di non avere niente da raccontare. Se vuoi scoprire come promuovere la tua azienda con lo storytelling, clicca qui per scaricare la nostra guida allo storytelling aziendale.

Ti dimostrerò perché lo storytelling è alla portata delle piccole e medie imprese con alcuni esempi concreti, che ti daranno qualche ispirazione e sfateranno un po' di miti su questo tipo di approccio.

Mito #1: Lo storytelling è possibile solo per le grandi aziende

Certo, il sogno per qualsiasi azienda sarebbe produrre un video come quello di Burberry (l’ho lasciato in fondo a questo articolo, per finire in bellezza): un vero capolavoro, tanto che più di qualcuno l’ha scambiato per il trailer di un film. Per fare un lavoro del genere, ovviamente, serve anche un budget all’altezza.

E quindi? Non c’è speranza per la tua azienda? Certo che c’è, eccome! Video di imprese così grandi sono utili perché mostrano anche alle piccole e medie aziende il potere dello storytelling aziendale, del puntare sulle emozioni delle persone per rendere un contenuto indimenticabile.

Ti faccio un esempio da uno dei nostri clienti, la Tessitura Luigi Bevilacqua, una piccola azienda artigianale che produce, tra gli altri, velluti a mano su telai del Settecento. Hanno realizzato un video per mostrare i loro strumenti e tessitrici all’opera e che lavorano ancora manualmente. Per spiegarlo, non hanno avuto bisogno nemmeno di una parola e non hanno nominato aklcun prodotto: si sono serviti soltanto di musica e immagini.

Risultato? Da giugno 2015 ad oggi è stato visto più di 72.000 volte su Facebook. La prova che, per dare visibilità ai prodotti non hai bisogno del budget di una grande impresa, ma solo di raccontare nel modo giusto la tua azienda.

Mito #2: La mia azienda non ha niente da raccontare

Forse l’hai pensato anche tu: cosa può esserci d’interessante nel raccontare come nascono i miei prodotti? Forse non hai degli artigiani che lavorano per te, utilizzi soltanto macchine, e quindi credi che le tue storie sarebbero noiose.

Nessuna storia è noiosa, se raccontata nel modo giusto. E i tuoi potenziali clienti non aspettano altro che ascoltarle. O, più semplicemente, leggerle.

Guarda, ad esempio, il blog del Lanificio Paoletti: questa azienda non ha lavorazioni di tipo manuale, ma ciò che la contraddistingue sono i tipi di filati che utilizza e la tradizione dalla quale deriva, essendo stata fondata nel 1795.

Per questo motivo gli articoli della loro sezione news parlano della lana che scelgono, di come viene colorata e delle collezioni di moda che si sono servite dei loro tessuti. Il loro racconto è fatto di parole, ma anche di immagini, quelle pubblicate sui profili social aziendali.

Perciò non pensare che sui tuoi prodotti e la tua azienda non ci sia nulla da dire: ciò che tu dai per scontato è la qualità che il tuo pubblico ideale vorrebbe conoscere. Quindi raccontarla ti serve per attirare a te questi nuovi potenziali clienti.

Mito #3: Il mio prodotto lo conoscono tutti, quindi alla mia azienda non serve fare storytelling

Questo è un errore in cui incorrono soprattutto le aziende del Made in Italy agroalimentare: ovunque, nel mondo, si parla di pasta, pizza, formaggi e vini italiani, per citarne solo alcuni. Perciò spiegare perché sono unici è solo uno spreco di tempo, tutti li conoscono.

In realtà, non è così: secondo un’analisi della Confederazione Italiana Agricoltori, su 5.487 cibi tradizionali e prodotti con denominazioni di origine, solo 200 raggiungono le tavole del resto del mondo. A patto che riescano a superare la concorrenza del falso Made in Italy. E quindi per vendere all’estero prodotti italiani devi prima raccontare la loro tradizione e qualità, perché gli stranieri non conoscono così bene il Made in Italy.

Un esempio di realtà che ha capito questa necessità viene da un vino che qui in Veneto conosciamo benissimo: il prosecco. Sul sito prosecco.it il Consorzio di tutela del Prosecco DOCG ha deciso di parlare:

  • del territorio in cui crescono le sue viti uniche;
  • della viticoltura che permette di ottenere questo vino speciale;
  • dell’andamento della vendemmia;
  • di piatti e ricette della tradizione locale.

Lascia ampio spazio, ovviamente, anche agli eventi da loro organizzati, ma quello che conta è l’aver scelto di raccontare ciò che sta dietro il prodotto finito e lo rende diverso da qualsiasi altro vino.

Questo significa, soprattutto, aiutare i potenziali clienti a riconoscere la qualità di quello che stanno per acquistare, e di saper distinguere tra un vero prodotto Made in Italy e uno che cerca solo di imitarlo.

Il succo del discorso

Fare storytelling aziendale non è un lusso per pochi, né una strategia riservata unicamente ad aziende artigiane. È un approccio che permette anche a piccole e medie aziende di raccontare l’unicità dei propri prodotti, puntando più sulle emozioni che suscitano e i vantaggi che apportano, piuttosto che sulle loro specifiche tecniche.

Per evocare queste emozioni, le tue storie devono focalizzarsi su:

  • la qualità dei tuoi prodotti e da cosa è determinata;
  • l’unicità delle materie prime da cui derivano;
  • il territorio in cui nascono e la sua storia;
  • la tradizione nella quale s’inseriscono.
Vendere con lo storytelling aziendale: scarica la guida

E ora, come promesso, chiudo in bellezza con il video di Burberry. Preparati a restare a bocca aperta.

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