Perché la tua strategia di web marketing non sta funzionando?

Scritto da Sara Artuso in data 19 ott, 2016

Già, succede anche questo: la tua azienda ha capito che, per arrivare ai clienti all’estero, deve puntare sul web marketing. Ma dopo essere partiti, esservi sforzati e aver investito delle risorse, i risultati non ci sono. Non avete raggiunto nuovi clienti. Cos’è successo? Dove avete sbagliato? Cerchiamo di vedere insieme in quale errore potreste essere caduti.

Le 4 ragioni per cui una strategia di web marketing non funziona

Fare web marketing non significa infatti buttarsi a capofitto nell’impresa, decidendo da un giorno all’altro di aprire profili social e rinnovare il sito aziendale. Abbiamo visto che le aziende che prendono questa strada, alla fine, non arrivano da nessuna parte. E il motivo è che hanno commesso uno - o più - di questi errori.

  1. Fissare un budget inappropriato

Fare marketing online significa infatti avere sito, social network e newsletter, ma soprattutto persone che sappiano gestirle. E tutto questo ha il suo prezzo. Perciò adottare l'opzione più economica non è necessariamente la strada migliore: fissare prima il prezzo massimo che si vuole spendere e poi vedere cosa si può fare è un errore. La soluzione è definire prima i propri obiettivi, e solo dopo stabilire quanto si può investire per raggiungerli, scegliendo la strada più efficace.

Facciamo un esempio. Due delle domande più frequenti delle aziende che incontriamo sono quanto costa aprire un blog e qual è il costo della gestione della pagina Facebook. La risposta è: anche gratis. Sia l’uno che l’altro hanno infatti moltissime risorse gratuite, ottime per imprese locali. Ma non sufficienti per chi punta al resto del mondo. Perciò, di nuovo, il budget dipende dai vostri obiettivi.

  1. Non avere obiettivi o averne di irrealistici

E gli obiettivi devono essere chiari: che vuol dire? Sono troppo vaghi obiettivi come:

  • aumentare le visite al sito;
  • ottenere nuovi fans su Facebook;
  • avere più visibilità.

Pensateci: a cosa vi può portare avere più visitatori sul sito aziendale, se non sapete cosa vanno a vedere, o non hanno la possibilità di rimanere in contatto con voi, o non possono acquistare nulla?

Obiettivi adatti per un’azienda, invece, possono essere:

  • trovare un certo numero di nuovi contatti entro una scadenza;
  • far conoscere il brand in un mercato preciso;
  • arrivare a un numero preciso di nuovi clienti in un periodo di tempo definito.

Ovviamente, dovranno anche essere realistici, cioè in linea con le risorse della vostra azienda e alle possibilità che offre il mercato.

  1. Non essere coinvolti nella gestione del web marketing

Come vedremo nel prossimo capitolo, per promuovere i vostri prodotti all’estero, avrete bisogno dell’aiuto di professionisti. Per le PMI questi sono, quasi sempre, esterni all’azienda: devono quindi conoscerla, per poterla promuovere nel modo giusto.

A volte capita, però, che le aziende si dimentichino di questo dettaglio: affidano blog aziendale, social e newsletter a qualcuno, ma poi non lo informano più su nulla. E quindi:

  • non inviano più foto;
  • non rispondono ai messaggi dei clienti che l’addetto marketing aveva segnalato;
  • non aggiornano l’addetto marketing su eventi, nuovi prodotti o promozioni;
  • se l’addetto marketing propone nuove idee (come la creazione di un nuovo contenuto da scaricare, per ottenere nuovi contatti), si dimostrano entusiasti, ma poi non collaborano per realizzarla.

L’errore, qui, sta nel non considerare il marketing come una parte del lavoro dell’azienda. Però lo è, per questo è necessaria una comunicazione costante.

  1. Non rivolgersi a dei professionisti

L’ultima trappola in cui un’azienda del Made in Italy può cadere è decidere di risparmiare sugli addetti al web marketing, e quindi non scegliere dei professionisti. Il che significa che ha scelto tra:

  • personale interno senza esperienza: il personale aziendale ha bisogno di una formazione specifica, ma anche di sottrarre tempo agli altri compiti che già ha. Inoltre, ha competenze limitate, deve comunque rivolgersi a qualcun altro per le traduzioni, ad esempio;
  • agenzia che offre servizi a 360°: sì, insomma, una di quelle che fa tutto, dalla creazione del sito, alla stampa di depliant, fino al caffè. Il rischio è che non siano specializzati in quello che vi serve: possono fornirvi blog, social e stampe, ma non verificare che i contenuti stanno funzionando, o aiutarvi a capire cosa correggere;
  • un freelance: è una persona esterna all’azienda e che lavora da solo. Può essere un blogger o qualcuno che scegliete perché sa gestire i social media, ma le sue competenze e disponibilità sono limitate, quindi non può aiutarvi a realizzare una strategia di marketing completa.

Questi 4 errori sono quelli più frequenti tra le aziende, ma se pensi che anche la tua sia caduta in uno di essi, non disperare: riconoscerli è il punto di partenza per migliorare.

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