Come valorizzare il Made in Italy con lo storytelling

Scritto da Sara Artuso in data 25 ago, 2016

Cos’è, in fondo, che rende i prodotti italiani così popolari nel mondo? Tutta la storia che c’è dietro: le tradizioni, le origini antiche, il territorio… Senza tutta questa cornice, non avrebbero nulla di speciale.

Come sostiene Marco Bettiol, docente di Internet Marketing all’Università di Padova, “produciamo cultura ed è questo che rende straordinari prodotti altrimenti ordinari”. Ma come può un’azienda creare questa cultura attorno a quello che fa? Semplice: raccontandolo. Questo è appunto lo scopo dello storytelling.

Perché il cliente vuole storie

Lo standard non basta più. Un potenziale cliente di un'azienda del Made in Italy non cerca solo il prodotto con il migliore rapporto qualità-prezzo: di quelli ne può trovare quanti vuole online. No, quello che i consumatori vogliono sempre più sono personalizzazione ed esperienza.

Perché, poi? Perché vuole il prodotto giusto per lui e quello che lo emozioni di più. E da dove vengono le emozioni? Dalle storie.

Lo hanno capito bene gli artigiani canadesi che, sul sito della loro associazione, Citizens of Craft, hanno pubblicato un manifesto che spiega chi è il consumatore di prodotti artigianali. E quindi chiarisce anche alle aziende a chi si stanno rivolgendo.

Ecco i punti più interessanti (la traduzione è quella di Paolo Manfredi, dal suo libro L’economia del su misura: artigiani, innovazione, digitale, 2016, Marsilio Editore, pp. 102-103):

  • AMIAMO CIÒ CHE È UNICO E DURATURO: come un autentico essere umano apprezzi cose che non puzzano di catena di montaggio;
  • CREDI NELLA TECNOLOGIA DELLE 10 DITA: ti relazioni molto di più con cose fatte da un paio di mani, l’originale macchina digitale;
  • UNA MISURA NON È ADATTA A TUTTI: preferisci oggetti che rispecchino i tuoi gusti individuali piuttosto che una mostruosa ricerca demografica;
  • NIENTE È PIÙ NUOVO DELLA TRADIZIONE: sei un estimatore delle tecnologie tradizionali quanto lo sei delle loro reinterpretazioni contemporanee;
  • I VASI SONO ANCHE DELLE PERSONE: gli oggetti artigianali evocano chi li ha fatti e ti permettono di circondarti non solo di cose ma di vite.

Insomma, il cliente vuole un prodotto unico. Ma come può riconoscerlo?

Perché vendere con lo storytelling

L’unico modo per far capire perché un prodotto è unico è raccontarlo, perché storie, immagini e video che parlano di artigiani e produzione fanno entrare il pubblico nell’azienda stessa.

Le storie mostrano infatti cosa c’è dietro a un prodotto, provano che non è semplicemente una scatola alla quale è stata appiccicata l’etichetta “Made in Italy”.

Non basta la vostra parola o scrivere a caratteri cubitali sul vostro sito “fatto a mano in Italia”. No, se la vostra azienda rappresenta l’eccellenza italiana dovete mostrarlo con parole e immagini.

Quindi oggi vi spiegherò quali sono le caratteristiche del Made in Italy che ogni azienda dovrebbe valorizzare.

I 4 aspetti da descrivere per promuovere il Made in Italy all’estero

Il punto più importante che dovete tenere a mente è questo: non date NULLA per scontato. Dovete dimostrare cosa vi rende diversi dagli altri, quindi dovete parlare di tutto ciò che vi rende unici. E cioè:

  1. la qualità che caratterizza i prodotti: di solito i prodotti Made in Italy presentano almeno una parte fatta a mano: spiegate qual è. Non dimenticate di spiegare perché il prodotto potrebbe avere delle imperfezioni: sono parte della sua unicità e la prova della loro creazione manuale. Parlate anche dei vostri artigiani, o lasciate parlare loro: nessuno può sapere meglio di loro quali emozioni si provano nel crearlo;
  2. le particolarità della produzione: come nasce, cresce e viene ultimato il prodotto, quali difficoltà s’incontrano lungo il processo, quali strumenti servono e quanto tempo richiede. Fate anche conoscere le sue possibilità di personalizzazione;
  3. il territorio in cui lavorate: dà caratteristiche uniche al vostro prodotto? L’esempio più chiaro è legato al cibo - come i formaggi e il vino -, influenzato dall’ambiente da cui derivano le sue materie prime. Ma il territorio è fondamentale anche per prodotti come il vetro di Murano, storicamente legati a un luogo ben preciso;
  4. la tradizione alla quale vi rifate: la vostra attività ha radici ricollegabili all’antichità? Pensate ad esempio alla seta, di cui l’Italia era la principale produttrice nell’XI secolo. Parlate delle vostre origini, come nel caso del sigaro Toscano, nato quasi per caso, dopo che il tabacco di una fabbrica di sigari era stato bagnato dalla pioggia.

Trovare cienti all'estero per il Made in Italy

Se volete approfondire il tema dello storytelling, ecco alcuni articoli che fanno al caso vostro:

Infine, vi segnalo un articolo del Corriere della Sera, Vendiamo cultura, non abiti (ma non sappiamo raccontarlo), dove è comparsa la dichiarazione di Bettiol citata all’inizio. Vi consiglio di leggerlo, contiene molte riflessioni interessanti - ed esempi concreti - sull’importanza dello storytelling per le aziende del Made in Italy.

Argomenti: #madeinitaly, #storytelling