7 tecniche di SEO obsolete da evitare

Scritto da Andrea Tolu in data 14 gen, 2015

Se avete intenzione di migliorare la visibilità del sito aziendale, trovare un consulente bravo che si occupi dell'ottimizzazione per i motori di ricerca può essere difficile. 

Il problema è che, mentre la SEO si è evoluta, chi opera nel settore alle volte rimane al palo, insistendo su certe ottimizzazioni che col tempo hanno perso importanza, o sono (nel peggiore dei casi) controproducenti.

Per aiutarvi a scegliere con più accortezza, eccovi una selezione delle tecniche che funzionavano una volta, ma ora non più: se trovate chi si ostina a metterle al centro di una strategia SEO, allora è il caso di continuare a cercare chi conosca le tecniche di SEO più efficaci e recenti.

Tecnica SEO obsoleta #1: I termini di ricerca devono apparire nella pagina con una determinata frequenza
Quello sulla “keyword density,” ovvero con quale frequenza un termine deve apparire nella pagina per farne capire l'argomento al motore di ricerca, è un dibattito che già aveva poco senso quando era in auge. Adesso può essere tranquillamente dimenticato, o liquidato in modo semplice: la frequenza ideale di un termine nella pagina è quella che risulta dallo scrivere in maniera naturale.

Tecnica SEO obsoleta #2: La pagina deve contenere termini di ricerca esatti
C’era una volta in cui Google non sapeva che “braccialetti di perle” e “braccialetti perle” erano la stessa cosa, ed era quindi necessario includerli entrambi nel testo. Col tempo però, i motori di ricerca hanno imparato le congiunzioni e le preposizioni, e ora non è più necessario produrre testi sgrammaticati.

Tecnica SEO obsoleta #3: Devo sottomettere il mio sito a Google per far sì che venga indicizzato velocemente
La capacità dei motori di ricerca di leggere e archiviare il web è migliorata di molto, quindi non è più necessario informarli della presenza del vostro sito. Il problema è casomai l’opposto: determinare se ci sono della pagine che è meglio non far indicizzare, per evitare di avere contenuti duplicati, che potrebbero dare un'immagine di scarsa qualità agli occhi di Google, danneggiando così il posizionamento.

Tecnica SEO obsoleta #4: Il fine della SEO è sempre è solo il posizionamento
Questo lo si potrebbe definire un mezzo mito. Ora come allora, è vero che essere in cima ai risultati di ricerca dà più probabilità di ricevere traffico, ma ci sono due fattori che mitigano questo assunto:

  • I click non sono automatici. Il primo posto significa essere in evidenza, ma non garantisce la visita al sito. Molto dipende dal titolo e dalla meta-descrizione che (come i giornali e le riviste in edicola) devono catturare l’attenzione.
  • Primi sì, ma per cosa? Una volta era possibile fare soldi con siti di cinque pagine, che puntavano tutto su un unico termine di ricerca. Adesso però questi micro-siti vengono perlopiù visti da Google come spazzatura, e i termini che si dovrebbe posizionare sono molti di più. Molto meglio puntare sulla "long tail," la coda lunga, che rende però lecita la domanda: primi per cosa?

Tecnica SEO obsoleta #5: La SEO è materia per tecnici informatici
"Saperne di computer" e di SEO non sono la stessa cosa. Anche se certe conoscenze informatiche possono essere utili per l'ottimizzazione del sito, la SEO è una disciplina a parte. Rifuggite quindi dalla tentazione di affidare il vostro sito al dipendente o familiare smanettone, soprattutto se le sue conoscenze non sono specifiche.

Tecnica SEO obsoleta #6: Creando dei siti satellite sui quali inserire dei link al mio sito principale, migliorerò il posizionamento
Tra tutti gli sforzi che Google ha fatto negli ultimi anni per migliorare l'algoritmo di ricerca, quelli principali sono stati per scovare chi utilizzava questa tecnica. Se volete un sistema sicuro per procurarvi una penalizzazione, questa è la strada da seguire.

Tecnica SEO obsoleta #7: Un sito ben strutturato non ha nulla a che vedere con la SEO
Un sito dall’uso intuitivo offre un’esperienza migliore all’utente, che è proprio ciò che i motori di ricerca vogliono. Google conosce bene la struttura del vostro sito, e da lì può capire facilmente se è stato pensato con un occhio di riguardo verso l’utente o se è invece una serie di pagine accatastate l’una sull’altra. Una migliore usabilità si traduce in un posizionamento migliore.

In conclusione, tutte queste tecniche di SEO obsolete hanno una cosa in comune: risalgono ad un tempo in cui i motori di ricerca erano molto meno sofisticati, ed erano costretti a fermarsi all’immediatezza della pagina scritta. Sono quindi facilmente misurabili, facili da spiegare e da capire.

I motori di ricerca però, si stanno sempre più avvicinando all'esperienza umana reale, che è composta da molti fattori diversi, meno matematici e più intuitivi. La SEO deve quindi adeguarsi. La misurazione del ritorno sull'investimento si è fatta più difficile, ma da questa evoluzione ormai non c'è ritorno.

 

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